UNA STORIA CHE DEVE ESSERE RACCONTATA: JAMES DA LIVERPOOL

Qualche tempo fa vi ho raccontato di James. Un ragazzo inglese sui 26 anni e di come lo conobbi, ormai un anno fa, per caso a bordo di un battello sgangherato che solcava le acque del Rio delle Amazzoni.
James aveva lasciato un lavoro sicuro, salutato la sua Inghilterra ed era partito per un viaggio a tempo indeterminato alla scoperta del mondo e di se stesso. Quando ci siamo incontrato era in viaggio da 20 mesi, ora sono più di 30.
E’ sempre molto difficile riuscire a rintracciare James e farsi raccontare i suoi viaggi ma recentemente sono riuscito a contattarlo e a farmi raccontare la sua vita in questo ultimo anno.
Ci eravamo lasciati sulla spiaggia di Alter di Chao, vicino alla città di Sàntarem, lungo le sponde del maestoso Rio delle Amazzoni, io per rientrare in Italia, lui per proseguire il viaggio.
A questo punto credo sia importante precisare che James non usa aerei ma si sposta sempre via terra. Ha continuato il suo cammino verso il nord del Brasile e successivamente tra Venezuela e Colombia, arrivando in Perù.
Nel nord del Perù, nei dintorni di Iquitos ha passato alcune settimane ospite di una comunità indigenza che vive all’interno della foresta Amazzonica.

Verso la fine di dicembre ha cominciato a stare molto male. James è un viaggiatore solitario e quando sei da solo tutte le difficoltà sono amplificate. Il clima caldo e umido dell’Amazzonia non aiuta.
Ha continuato a spostarsi come poteva ma diventato ogni giorno sempre più debole, a causa di vomito e diarrea persistenti, fino a perdere 6-7 kg di peso. Ha ricominciato a stare meglio verso inizio febbraio, recuperando in parte le forze e ormai era riuscito ad allontanarsi dalla foresta.
Ma in Perù, dove finisce la foresta cominciano le montagne. E James non poteva rimanerne indifferente. Il richiamo delle montagne per qualsiasi viaggiatore è sempre fortissimo.
Qualche giorno di riposo in un ostello di Lima e James aveva già deciso che doveva avventurarsi sui passi di montagna da solo, alla scoperta delle Ande peruviane e delle piccole comunità isolate che abitano quei luoghi.
Ma anche qui le difficoltà sono arrivate presto. In quel periodo il Perù ha sofferto una terribile alluvione e James è rimasto bloccato sulle montagne per tre settimane, senza alcuna possibilità di comunicare con il mondo esterno.
Quando finalmente le piogge sono cessate e ha potuto scendere dalla montagne, ha avuto un nuovo tracollo fisico. Stava davvero male.

Costretto allora a prendere un aereo per tornare a Lima e farsi ricoverare in ospedale, gli sono stati riscontrati due diversi  parassiti tra cui un fungo capace di produrre una tossina in grado di distruggere i globuli rossi del sangue. Stava diventando anemico.

Quando si trovava con le comunità in amazzonia era costretto a bere la loro stessa acqua. Questo probabilmente ne è stata la causa.

E’ riuscito a curarsi abbastanza in fretta e dimessosi dall’ospedale e dopo aver recuperato le forze si è trasferito a Cuzco. Alloggiava nuovamente tra gli ostelli della città.

Uno di quei giorni, tra i caffè di plaza de Armas, rimase affascinato da una foto appesa alla parete. Ritraeva una montagna li vicino con un enorme lago ghiacciato.

Il ragazzo del caffè gli confermò che era raggiungibile a piedi, non era indispensabile una guida ma solo la consapevolezza di dover trascorrere molto tempo da solo.

Ormai avete capito com’è fatto James. A lui non serviva altro. Il giorno successivo, dopo aver riempito uno zaino da 20 kg con provviste di riso, cipolle, aglio e poco altro (James è vegetariano) e con due ore di autobus era già ai piedi delle montagne.

Partì per un’escursione in solitaria di 11 giorni, scalando 4 cime da oltre 4000 metri, James la descrive come una delle più belle esperienze della sua vita.

All’8° giorno di cammino rimase bloccato su una di quelle cime, con una nebbia fittissima che non permetteva di vedere ad un metro di distanza e lampi che cadevano tutto attorno.

“è stata davvero un’esperienza pazzesca” ricorda James.

Solo quando il tempo è migliorato è riuscito a proseguire. Trovandosi per caso a Qhquequiraio. Un sito archeologico simile a Machu Picchuma molto meno conosciuto e quindi senza turisti. Ha trascorso gli ultimi giorni accampandosi tra le rovine e ospite di famiglie locali. Ormai era tempo di scendere dalle montagne.

In tutti quei giorni passati da solo aveva avuto modo di pensare. La parte del viaggio che diventa interiore. Pensare a se stesso e ai suoi desideri, cosa voleva fare per essere un po’ più felice. Il desiderio, o meglio il sogno che aveva in quel momento era di insegnare inglese in sudamerica.

Mentre ragionava su come poter fare, era ormai sceso dalle Ande, e, mentre era alla ricerca di un mezzo per tornare a Cuzco incontrò due ragazzi peruviani, diretti nello stesso posto. Si unirono per dividere il costo di un taxi.

Il  migliore amico di uno dei due ragazzi gestisce un istituto per l’insegnamento della lingua inglese. Ci vollero pochi giorni per organizzare un colloquio.

Ora James insegna inglese a Santiago del Cile da 5 mesi. A gennaio si trasferirà in Colombia per un anno, dove continuerà con l’insegnamento.

Prima del suo trasferimento in Colombia avrà poco più di un mese di tempo per riprende il viaggio verso la Patagonia. Io, esattamente nello stesso periodo, ho programmato il mio viaggio in Patagonia. Qui ci rincontreremo, esattamente un anno dopo il nostro primo incontro.

 

Quella che ho cercato di raccontare brevemente è la vera storia di un ragazzo che lasciato un porto sicuro per spirito di avventura e per insaziabile bisogno di conoscenza.

Molte persone potrebbero definire James uno “sciocco” o un “incosciente”. Anche se nessuno dovrebbe avere il diritto di giudicarlo, James è un ragazzo dotato di un’intelligenza brillante e di uno spirito profondo.

Ha rischiato di morire, è vero. Ma James non può essere nient’altro che questo. Avrebbe potuto morire lentamente con il suo lavoro sicuro ed un’esistenza già scritta. Oppure rischiando tutto vivendo la sua vita fino in fondo.

Cosa è più pericoloso? Vivere una vita che non vuoi o rischiare una malattia dall’altra parte del mondo?

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